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Clinica veterinaria e omeopatia: un binomio possibile?

La questione su che reale utilità abbia l’omeopatia nella cura dei pazienti è l’aspetto più dibattuto di questa medicina alternativa. L’omeopatia viene spesso definita come inefficace e le evidenze di efficacia vengono attribuite ad un effetto placebo sul paziente.

I nostri animali animali rispondono molto bene ai trattamenti omeopatici; per loro non è possibile che il risultato sia dovuto ad un effetto placebo (cioè ad un autoconvincimento) perché non sono consci di che trattamento stanno ricevendo.

La medicina tradizionale moderna ha un approccio “meccanicistico” al paziente. Cioè identifica una malattia e per quella malattia imposta un farmaco o una serie di farmaci, un protocollo uguale su ogni paziente con quella diagnosi.

Questo approccio porta ad una difficoltà: l’unicità dell’individuo!

La terapia omeopatica è individuale per ogni singolo animale: durante la visita omeopatica il veterinario inquadra il paziente come soggetto con le sue peculiari modalità di esprimere il suo malessere, dando importanza, non solo alla malattia, ma anche alle caratteristiche proprie del malato, al suo modo personale di essere. Perché “È più importante sapere che tipo di persona abbia una malattia, che sapere che tipo di malattia abbia una persona” (Ippocrate).

L’omeopatia veterinaria rispetta le caratteristiche di ciascun animale e stimola i naturali processi di guarigione che ciascun essere vivente ha in sé. Spesso si arriva al veterinario omeopata dopo vari tentativi; sarebbe buona cosa rivolgervisi già quando sono cuccioli, sia come prevenzione, che come opportunità aggiuntiva di crescere in armonia e di essere più resistente alle malattie.

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